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Isole
Borromeo
Le
Isole Borromee, situate nel Lago Maggiore, comprendono tre isole
vere e proprie (Isola Madre, la più grande, Isola
Bella, dedicata da Carlo III Borromeo a sua moglie Isabella,
Isola dei Pescatori, così chiamata per la principale
attività da sempre qui praticata), un Isolino, quello di
San Giovanni, posto proprio davanti a Verbania e un isolotto,
la Malghera, poco più di uno scoglio disabitato.
Isola
Bella: edificati a partire del 1632, il Palazzo
ed i Giardini dell'Isola Bella, costituiscono la più importante
attrattiva del Lago Maggiore. La visita al Palazzo Borromeo, consente
di ammirare al piano terreno ed al piano nobile numerose sale
riccamente arredate con sfarzi di ogni genere. Nei giardini alti
37 metri (con 10 terrazze), vi si trovano piante di ogni specie
e provenienza. |
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| Isola
Madre: è la più grande delle Isole
Borromeo e la più caratteristica per l'atmosfera raccolta,
silente, incantata: un giardino di piante rare e fiori esotici
nel quale vivono in piena libertà pavoni, pappagalli e
fagiani d'ogni varietà creando il fascino di una terra
tropicale. L'Isola Madre è particolarmente famosa per la
fioritura di azalee, rododendri, camelie, ma anche per i pergolati
di glicini antichissimi, l'esemplare più grande d'Europa
di Cipresso del Cashmir di oltre duecento anni,le spalliere
di cedri e limoni, la collezione di ibiscus,il Ginkgo biloba. |
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Isola
Pescatori: fu la prima delle isole ad essere abitata,
e costituisce ora più che mai, con le sue caratteristiche
viuzze tortuose uno dei luoghi più romantici del lago.
La chiesetta dell'isola dedicata a S. Vittore risale all'inizio
del XI secolo. |
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Come
arrivarci: con il traghetto, da prendere direttamente a Laveno.
Informazioni allo 800.551.801 |
Villa
Taranto
I
Giardini Botanici di Villa Taranto coprono un’area di circa
20 ettari sul promontorio della Castagnola a Verbania Pallanza,
sulla sponda sinistra deLago Maggiore. Le loro origini risalgono
al 1931 quando un gentiluomo scozzese, il Capitano Neil Boyd McEacharn,
Arciere della Regina d’Inghilterra, acquistò dalla
Marchesa di Sant’Elia la proprietà chiamata “La
Crocetta” con lo scopo di trasformarla in uno dei principali
complessi botanici al mondo. Il Cap. McEacharn ribattezzò
la proprietà “Villa Taranto” in onore di un
suo antenato nominato da Napoleone Duca di Taranto.
http://www.villataranto.it
Come
arrivarci: con il traghetto, da prendere direttamente a Laveno.
Informazioni allo 800.551.801 |
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Santa
Caterina del Sasso
Si
narra che nel 1170 un ricco mercante, Alberto dei Besozzi di Arolo,
recatosi con la sua imbarcazione sul lago, fu colto da un nubifragio.
Non sapendo cosa fare, si affidò alla protezione di Santa
Caterina di Alessandria e fece voto di penitenza se fosse sopravvissuto.
In questo modo riuscì a sfuggire alla morte e, una volta
giunto sulla terraferma, si ritirò vivendo da eremita nel
luogo dove attualmente sorge il monastero del Lago Maggiore. Nel
1195 Alberto intervenne per contrastare la peste che aveva colpito
le zone circostanti e, a seguito di una rivelazione angelica,
fece costruire un sacello simile a quello che custodiva i resti
di Santa Caterina d'Alessandria sul Sinai. Alla sua morte, avvenuta
nel 1205, Alberto venne sepolto accanto alla cappella di Santa
Caterina.
Dopo il fatto miracoloso che ha portato alla costituzione del
monastero, l'aiuto soprannaturale ha continuato ad accompagnarne
la vita. Quando nel Seicento dei massi franarono cadendo sulla
volta che custodiva la tomba di Alberto, il fato volle che si
fermassero poco distanti da terra, per poi adagiarsi lentamente
sul pavimento anni dopo. Questo fatto contribuì ad associare
in modo definitivo il luogo di preghiera con il miracolo. Sede
di eremiti ambrosiani sin dal 1379, passò poi nel 1670
ai carmelitani, e addirittura fu soppresso nella seconda metà
del settecento. La provincia di Varese lo ha acquistato e ha finanziato
i lunghi restauri, terminati nel 1986. La struttura è stata
quindi affidata ad una comunità di frati domenicani.
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http://www.provincia.va.it/santacaterina/
Come
arrivarci: a 5 minuti di macchina da Laveno, in direzione
sud costeggiando il Lago Maggiore. L’ Eremo si può
raggiungere dal piazzale sovrastante, ricco di ampi parcheggi,
scendendo una comoda e pittorica scala di 268 gradini |
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